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12 Poemas da segunda parte do livro Temeraria Gioia (Insolente Alegria) de Eleonora Rimolo, por Juliano Carrupt do Nascimento

Più fragili più agili
terzo vicolo Casa Izzo (strettoia)
andiamo sgusciamo
fermiamoci
ai piedi della scala atona
apparecchiamo la strada
*
Mais frágeis mais ágeis
Terceiro beco Casa Izzo (afunilamento)
Andamos deslizamos
Ficamos parados
Aos pés da escada tônica
Construímos a estrada

Lasciatemi dire
la foglia immarcescente
la processione degli orfani e delle spose,
lasciatemi fare l’umano e capire
che non si può bastare a nessuno.
*
Deixem-me dizer
A folha não apodrece
A procissão dos órfãos e das esposas,
Deixem-me fazer o humano e compreender
Que não se pode apegar-se a ninguém.

Sopra l’ultima pennellata
di confine io chiedo a te,
fuoco su altra luce, quella
oscurità dove affondo
il gomito e le fauci,
e nella cecità amo,
amo senza misura.
*
Sobre a última pincelada
Fronteiriça eu peço a você,
Fogo sobre outra luz, aquela
Escuridão onde afundam
O cotovelo e os falcões,
E na cegueira amo,
Amo sem medida.

La morsa che stringe ogni giorno
tra le costole io attendo
mi lasci svanito in frammento
appena davanti la tua casa:
vedrai che tormento, vedrai
dalle fogne risalire la cernia,
il gufo sporgersi dall’osso
pregustare quel manto
cavo di carne, la rovina
conquistare le stanze,
calare in anticipo
la notte barbara.
*
A mordida que aperta ultimamente
Entre as costelas eu cuidei
Por me deixar esvair em fragmento
Assim que cheguei em frente da tua casa:
Veja que tormento, veja
Do esgoto sai a garoupa,
A coruja se antecipa ao osso
Oco coberto de carne, a ruína
Conquista os aposentos,
Cala com antecedência
A noite bárbara.

Adesso che le scarnificazioni hanno di nuovo
superato il centimetro, smaniosi cerchiamo
fiori di pane. È un bozzetto questo che
sfugge a chi è abituato al polittico del sogno.
*
Agora que os desmanches voltaram de novo
Ultrapassado o centímetro, desejamos procurar
Flores de pão. É um esboço isto que
Ilude a quem é acostumado ao político do sonho.

Se da uno spillo
a doppia punta siamo beatamente
torturati, se geometricamente
il palmo coincide, allora
che penetri il metallo fino
ad un altro ristoro estratto
a sorte dal grumo impietrito
della nostalgia.
*
Apesar de um alfinete
Ter duas pontas somos beatamente
Torturados, se geometricamente
As palmas coincidem, então
Que penetrem o metal fino
Duma outro descanso extraído
pela sorte do coágulo petrificado
de saudade.

Si va incontro alla dissolvenza
un venerdì di novembre con in tasca
quella sola chimera:
eppure si va ancora, perché
si deve, perché tutto va medicato
finché c’è terra da occupare
e cataclisma, col nostro secchio
di latte e vino, sempre dovuta,
sottintesa la notte.
*
Se for ao encontro da dissolvência
Duma sexta-feira de novembro com o bolso
Cheio de quimera:
Mas se for ainda, porque
Se deve ir, porque tudo vai melhorar
Até quando ter na ocupação da Terra
Cataclismo, com nosso balde
De leite e vinho, sempre necessário,
Subtendida noite.

Come capelli a ciocche
se ne andavano le vite
nel giorno delle castagne.
La tua non meno miserabile
delle altre, non meno
desiderabile. Rimane
una striscia di nero
sotto l’occhio, parassita
capovolto.
*
Como cabelos em madeixas
Nelas andavam as vidas
No dia das castanhas.
A sua não menos miserável
Do que a das outras, não menos
Desejável. Continua sendo
Uma listra de negro
Debaixo do olho, parasita
Virado do avesso.

L’universo passa, intanto,
e da un foro
ci è concessa l’immagine
di questa lingua che vaga
pronunciando il suo infinito,
e il vero s’interra
lasciando una duna:
asciutto il tuo bacio
nella frazione del respiro.
*
O universo passa, enquanto isso,
Por um buraco
Nos é concedida a imagem
Desta língua que vaga
Pronunciando o seu infinito,
E a verdade se enterra
Deixando uma duna:
Completamente seco o seu beijo
No instante da respiração.

E saprai di quella migrazione verso
lo strisciare nella pazienza, saprai
come guaisce il piacere di uccidere
mentre leali puntiamo alla gola:
così, tenendosi allo specchio,
nascondendo le lame tra le guance,
avvicinando il naso al vetro,
sgonfiando il petto, facendo
col fiato una macchia, scrivendoci dentro la pena.
*
E vai saber daquela migração
Engatinhando na direção da paciência,
Vai saber como choramingar o prazer de assassinar
Enquanto leais pretendemos a garganta:

Assim, mantendo-se ao espelho,
Escondendo as lâminas entre as bochechas,
Aproximando o nariz ao vidro,
Esvaziando o peito, fazendo
Com o fôlego uma nódoa, escreve-nos interiormente a pena.

Cieca è la stanza del disegno,
afono il tratto lo intuisce
dall’odore, si ricrea l’atrio
del templio, si rivive l’arroganza
del tuo errore gli strumenti
della lode tacciono indicano
un fascino che non ci appartiene,
d’oro e tela, leggere, leggere era
l’ultima cosa che finiva.
*
Cego é o quarto do desenho,
Sem voz o traço intui
O cheiro, se reconstrói a entrada
Do templo, se revive a arrogância
Do seu erro, instrumentaliza-lhe
Pela louvação silenciados acontecimentos
Fascínio que não nos pertence,
D’ouro e tela, ler, ler era
O último ato que faltava.

Goccia a goccia, dentro
un transito diluito
del plasma, nel marzo
del desiderio scelsi
terre lontane per dire
campo, per dire fiume:
ancora sento la moneta
inestimabile sotto la lingua,
i perpetui canti
del primitivo elemento.
*
Gota a gota, dentro
Trânsito diluído
Do plasma, no março
Escolhido pelo desejo
Terras distantes para dizer
Campo, para dizer rio:
Ainda sinto a moeda
Inestimável sobre a língua,
Os cantos perpétuos
Do primeiro elemento.

 

( Traduzione di Juliano Carrupt do Nascimento)

Eleonora Rimolo è nata a Salerno nel 1991 e vive a Nocera Inferiore. È dottoranda in “Studi Letterari” presso l’Università degli Studi di Salerno. Ha pubblicato un romanzo (Amare le parole, Litedition 2013), e tre raccolte di poesie: Dell’assenza e della presenza (Matisklo 2013), La resa dei giorni (AlterEgo 2015, Primo Premio “Poesia Giovani Europa in versi 2016”, organizzato dalla Casa della Poesia di Como) e Temeraria gioia (Giuliano Ladolfi Editore 2017, prefazione di Gabriella Sica, Premio “Napoli Cultural Classic”, II° classificato “Premio Prato”, II° classificato Premio “Aoros Valerio Castiello”, Menzione speciale Premio “Città di Chiaramonte Gulfi”, Finalista “Premio Fogazzaro”). È vincitrice del Primo Premio “Ossi di Seppia” 2017 (Arma di Taggia) con alcuni testi inediti. Alcune sue poesie sono state tradotte in spagnolo dal Centro Cultural Tina Modotti e da Mario Pera per la rivista Vallejo&Co. È redattore per la sezione online della rivista letteraria di poesie «Atelier».