monument-1753891_960_720

Analisi dell’opera. Sostiene Pereira. Parte 1.

Premessa
Il presente lavoro si pone l’obiettivo di raccogliere, presentare e analizzare le principali voci della critica italiana e straniera a Sostiene Pereira (Antonio Tabucchi, Feltrinelli), dal momento della pubblicazione fino ai tempi più recenti. Si è infatti cercato di coprire l’intero arco temporale 1994-2016. La ricerca dei saggi è stata compiuta su vari supporti informatici (banche dati, riviste online, etc…), presso la biblioteca d’italianistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’archivio periodici della biblioteca Sormani di Milano, la Bodleain Library dell’University of Oxford e la biblioteca della University College London, queste ultime due visitate tra ottobre e gennaio durante un progetto Erasmus svolto presso la Solent Southampton University (UK). L’elaborato è diviso in due parti, una di analisi dell’opera e l’altra di approfondimento di una selezione dei materiali della critica. In chiusura si trova un’appendice contenente un articolo sulla città di Lisbona pubblicato sul quotidiano online «Lettera 43» in occasione dei quattro anni dalla morte di Tabucchi.

1. Breve storia di Sostiene Pereira
La prima edizione di Sostiene Pereira è stata pubblicata nel gennaio del 1994 all’interno della collana «I Narratori» di Feltrinelli. Si tratta del capolavoro di Antonio Tabucchi, scrittore e professore universitario nato a Pisa il 24 settembre 1943 e morto a Lisbona il 25 marzo 2012. Nel corso della sua vita egli si è contraddistinto per aver significatamente contribuito a diffondere in Italia la letteratura portoghese, paese amato dall’autore e che lo ha “adottato”, e in particolare l’opera del poeta Fernando Pessoa, “incontrato” per la prima volta a Parigi all’inizio degli anni Sessanta(1):

Facevo finta di essere studente a Parigi: andavo ad ascoltare qualche lezione alla Sorbona da libero auditore, ma principalmente frequentavo i cinemini di Saint-Germain-desPrès dove davano film di Buñuel e di Dalì. Dovevo tornare a casa e ero alla Gare de Lyon per prendere il treno quando vidi su un banchetto una plaquette con il titolo Bureau de tabac: non so perché lo comprai. Era il poemetto Tabaccheria di Álvaro de Campos, l’eteronimo di Pessoa, nella prima traduzione europea di questo autore. Mi colpì moltissimo: ero abituato a una poesia sostanzialmente lirica, trovavo lì invece una poesia che era insieme teatro, riflessione filosofica, racconto. Mi dissi che se c’era uno scrittore capace di esprimere tutte queste cose in un poema dovevo impararne la lingua(2).

Fin da questa citazione è chiaro che la lingua e la cultura portoghese giocarono dunque un ruolo chiave nella carriera letteraria di Tabucchi, a lungo insegnante di Lingua e Letteratura Portoghese tra Bologna, Genova e Siena. Il suo romanzo d’esordio, tuttavia, fu Piazza d’Italia (1975), dedicato alla storia italiana dal Risorgimento all’ultima guerra di liberazione attraverso alcune generazioni di una famiglia toscana. A seguire – tra i più noti – elenchiamo Il piccolo naviglio (1978), Il gioco del rovescio (1981), Notturno indiano (1984), Piccoli equivoci senza importanza (1985), Il filo dell’orizzonte (1986), Requiem (1991, scritto in portoghese), Sogni di sogni (1992), Gli ultimi tre giorni di Fernando Pessoa (1994), Sostiene Pereira (1994), La testa perduta di Damasceno Monteiro (1997), Si sta facendo sempre più tardi (2001) e Il tempo invecchia in fretta (2009). Requiem, Sostiene Pereira e La testa perduta di Damasceno Monteiro possono rappresentare un trittico riconoscibile sotto l’etichetta di “esperienza portoghese”, perché ambientati tra Lisbona e altre città lusitane. La stesura dell’opera qui analizzata cominciò a Vecchiano, in provincia di Pisa, nella casa in cui Tabucchi trascorse la sua infanzia e che è stata da poco trasformata in un museo(3). Come si evince dalla data posta alla fine del romanzo, la scrittura terminò il 25 agosto 1993, dopo circa due mesi e mezzo di lavoro.

Per quanto riguarda “Pereira” devo dire che ci ho lavorato molto intensamente, molto brevemente, per circa due mesi e mezzo non di più, lavorandoci però molte ore al giorno: cominciavo a scrivere a mezzogiorno e finivo alle sei. Sei ore di scrittura sono molte, danno un grande affaticamento e un grande esaurimento. Questo libro, “Sostiene Pereira”, mi aveva veramente assediato perché lo avevo pensato da un anno, un anno e mezzo e ormai la storia era molto urgente: avevo proprio bisogno di scrivere a tutti i costi, tant’è che l’ho cominciato in Portogallo agli inizi di giugno, quando sono andato a passare una breve vacanza, e poi ho deciso di rientrare nella mia casa di Vecchiano per scriverlo durante tutta l’estate(4).

Numerosi critici hanno paragonato la genesi di Sostiene Pereira a quanto descritto per le opere di Luigi Pirandello, a partire da una dichiarazione di Tabucchi in un successivo testo pubblicato per la prima volta su «Il Gazzettino» nel settembre 1994 e apposto al romanzo nella sua decima edizione: «Il dottor Pereira mi visitò per la prima volta in una sera di settembre del 1992. […] Era solo un personaggio in cerca d’autore. Non so perché scelse proprio me per essere raccontato»(5).  Dopo quasi due anni di “convivenza”, dunque, Tabucchi riuscì a completare l’opera componendo il romanzo su «sette piccoli quaderni a quadrettini dalla copertina nera»(6). Divenuto immediatamente un bestseller, Sostiene Pereira è stato tradotto in oltre 20 lingue e ha ricevuto numerosi riconoscimenti ufficiali tra cui il Premio Viareggio-Repaci, il Premio Scanno, il Premio dei Lettori di Lucca, il Prix Européen Jean Monnet e il prestigioso Premio Campiello(7). Nella primavera del 1995 è apparsa una rappresentazione cinematografica curata dal regista Roberto Faenza, con Marcello Mastroianni nei panni del personaggio di Pereira e la collaborazione dello stesso Tabucchi per i dialoghi. Nel 2014 Marino Magliani e Marco D’Aponte ne hanno realizzato una graphic novel.

Francesco Caligaris

(1) Fernando Pessoa nacque a Lisbona il 13 giugno 1888 e morì sempre nella capitale portoghese il 30 novembre 1935. Considerato tra i più grandi poeti del XX secolo, ha scritto molte opere pubblicate sotto eteronimi.
(2) La citazione – inserita in A. TABUCCHI, Sostiene Pereira con Introduzione e analisi del testo di Bruno Ferraro, Loescher, Torino 1995, p. 4. – è prelevata da D. PASTI, Per colpa di Pereira, «La Repubblica», 17 luglio 1994.
(3) G. ADINOLFI, Pisa, la casa di Tabucchi a Vecchiano diventa un museo, «La Repubblica Firenze», 11 marzo 2016.
(4) P. GAGLIANONE – M. CASSINI, Conversazione con Antonio Tabucchi. Dove va il romanzo?, Nuova Omicron, Roma 1995, pp. 32-33.
(5) A. TABUCCHI, Sostiene Pereira. Una testimonianza, Feltrinelli, Milano 201136, p. 211. Per i paragoni con Pirandello si vedano per esempio R. WILSON, Spatio-temporal relativities in Antonio Tabucchi’s urban space, «Studi d’italianistica nell’Africa australe», 2001, 2, pp. 80-90; N. TRENTINI, Una scrittura in partita doppia. Tabucchi nel romanzo e racconto, Bulzoni, Roma 2003, p. 222; A. BERNARDELLI, “Sostiene Tabucchi”. Modalità narrative e costruzione di mondi tra letteratura e cinema, «Quaderni d’Italianistica», 20 (2000), 1, pp. 137-148; C. FEDERICI, Subjective Identity and Objective Reality in the “Portuguese” Novels of Antonio Tabucchi, in Oral and Written Narratives and Cultural Identity: Interdisciplinary Approaches, a cura di I. M. BLAYER – F. C. FAGUNDES, Peter Lang Academic Publishing, New York 2007, pp. 202-224; M. JANSEN, What about Pereira? Can He Be Trusted? A Testimony of ‘true fiction’ in Sostiene Pereira, in Antonio Tabucchi: a collection of essays, a cura di B. FERRARO – N. PRUNSTER, Division Of Italian Studies La Trobe University, Melbourne 1997, p. 203.
(6) FERRARO, Introduzione e analisi del testo, p. 3.
(7) Il Premio Campiello, istituito nel 1962 dagli Industriali del Veneto, è stato vinto in passato anche da Primo Levi e Mario Rigoni Stern. Viene assegnato ogni dodici mesi a un’opera di narrativa italiana edita nell’anno di riferimento.