Il Bayardotipo

Bayardotipo.

L'origine dell' autoritratto. Oggi lo chiamano selfie.

La confusione è tanta e la storia intricata. La genesi. Philadelphia – Stati Uniti, Ottobre 1839.

cornelius

Robert Cornelius, figlio di immigrati tedeschi, era un giovane chimico esperto in metalli e placcature d'argento, che con i suoi studi contribuì a mettere a punto il fissaggio delle immagini su lastre di rame, ricoperte elettroliticamente da uno strato di argento, sensibilizzato successivamente con vapori di Iodio (Dagherrotipia,) e fu tra i primi ad aprire uno studio fotografico negli Stati Uniti.

Una mattina se ne stava nel retro della bottega di famiglia, era davanti al suo apparecchio fotografico, allungò la mano e tolse il tappo, restò immobile per circa un minuto con la testa leggermente girata. Si deve a lui, pare, il primo autoritratto della storia.

Ma voltiamoci un attimo indietro. Spazio e tempo.

Agli inizi del 1839, dall'altra parte dell'oceano, in una Francia in fermento, Louis Daguerre incontrò Joseph Nicéphore Niépce, (oggi: entrambi considerati pionieri della fotografia) firmarono un contratto di collaborazione nella comune ricerca fotografica di un fissaggio delle immagini, ma di lì a poco, Niépce morì e con lui sfumò il contratto; Daguerre ultimò gli studi riuscendo ad ottenere infine un risultato soddisfacente; contattò Francois Aragon, astronomo e politico, e gli propose di iniziare una trattativa con il governo per il suo brevetto (la Dagherrotipia).

Ma facciamo un ulteriore sforzo e guardiamo ancora più indietro.

C'era un fotografo, Hippolyte Bayard, poco più che trentenne, che ormai da qualche anno (dal 1836) portava avanti i suoi studi sul procedimento di stampa positiva diretta.

Ma già al tempo, come oggi, la politica repubblicana di quel periodo ci mise lo zampino, proprio per mano del già citato Francois Aragon, che fece in modo di persuadere Bayard a ritardare la presentazione della sua scoperta, favorendo così Daguerre con il quale erano già in trattativa, e per farlo, gli offrirono (dalle casse del Ministero degli Interni) una bella somma, (600 franchi circa) causale, l'acquisto di materiale fotografico. Quale miglior premio per un fotografo.

La storia fa il suo corso, e anche gli imbrogli.

Hippolyte_Bayard_-_Drownedman_1840

Ma fortunatamente a ricordare Hippolyte Bayard non è solo questa ambigua vicenda, viene ricordato infatti anche per il suo “Autoritratto come un annegato”, quell'immagine che lo ritrae come se fosse morto, appunto, annegato.

Questa fu la sua risposta allo sberleffo politico in cui era incappato.

Nel retro dell'immagine portava questa didascalia:

 

«Questo che vedete è il cadavere di M. Bayard, inventore del procedimento che avete appena conosciuto. Per quel che so, questo infaticabile ricercatore è stato occupato per circa tre anni con la sua scoperta. Il governo, che è stato anche troppo per il signor Daguerre, ha detto di non poter far nulla per il signor Bayard, che si è gettato in acqua per la disperazione. Oh! umana incostanza…! È stato all'obitorio per diversi giorni, e nessuno è venuto a riconoscerlo o a reclamarlo. Signore e signori, passate avanti, per non offendervi l'olfatto, avrete infatti notato che il viso e le mani di questo signore cominciano a decomporsi.»

Nonostante questa triste vicenda Hippolyte Bayard continuò il suo lavoro di fotografo, lavorò per la Società francese per la fotografia e documentò, prevalentemente con l'uso della calotipia, architetture e monumenti storici francesi.

La storia è buffa, ti da e ti leva.

Il governo assegnò un ingente vitalizio a daguerre e al figlio di Nièpce, e pochi spicci per il beffato Bayard.

Sarà pur vero, che per il volere di qualcuno Hippolyte Bayard non divenne in vita quel che tanto sperava, inventore della fotografia, ma in compenso si può certamente dire di lui il padre naturale della fotografia propagandistica.

Colpo di scena.

Nel 1943 a Parigi, Gian Maria Lo Duca pubblica il volume “Hippolyte Bayard, der erste Lichtbildkunstler” che dimostra con chiarezza che il processo di Bayard era precedente a quello di Daguerre, e quindi a gran voce gli fu assegnato il titolo di “Inventore della Fotografia”

Quindi mi viene da dire che per Hippolyte Bayard il selfie sia riuscito.

 

Adriano Benocci.