PIETRA SERENA

Recensione del nuovo libro "Promenade", di Alfonso Diego Casella.

 

Ho incontrato Casella in Piazza del Campo. Sapevo che dal nostro incontro non ci avrei cavato un ragno dal buco, perché agli scrittori certe domande non si fanno, e mai avrei avuto le risposte che cercavo. Perché hai scritto Promenade?, come?, eppure l'ho chiamato lo stesso. Abbiamo parlato di tutto, ma non di Promenade, abbiamo parlato di Rua da Saudade 22, di Tabucchi, di questo e di quello, dei suoi nuovi progetti, fra i quali un insospettabile Ulisse in vasca da bagno, ma di Promenade niente di niente. 
Promenade, letteralmente una passeggiata, potrei iniziare da qui, dal significato; passeggiare, il camminare per un luogo col solo proposito di fare un poco di esercizio.  Casella si è esercitato a lungo,  ha camminato molto, si è affacciato su luoghi a lui già conosciuti, luoghi cari. Siena, Lisbona, città che conosce, ma rilette in una nuova chiave, in compagnia di una nutrita schiera di cortesi fantasmi, lungo un requiem tutto personale. Il rischio Midnight in Paris di Woody Allen era alto, ma è stato brillantemente evitato, senza che la mera compilazione di un elenco potesse intaccare il testo di Casella, offrendoci invece un incastro magistrale, una piacevole passeggiata.
Casella estrae la Siena che brilla anche all'ombra, e l'ha sottratta a quella di ogni giorno, città normale come tante, gli impegni quotidiani, il lavoro che assilla, i problemi e i piaceri delle vite di tutti; compie un'operazione da manuale di scultura, intaglia una storia che non ha tempo, farsi accompagnare per mano da uomini di lettere, la poesia della vita e delle città. Alfonso si sofferma su ogni solco della pietra serena e ne codifica la dignità letteraria. Ci dona una città nuova, più bella.

 

Per informazioni su Promenade di Alfonso Diego Casella, edito dalla Vittoria Iguazu Editora, visita questa pagina.

Diego Perucci