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Quartieri che cambiano. Il Carmine di Brescia tra identità e riqualificazione. Parte 5.

Il seguente testo è un estratto della tesi di laurea in Sociologia delle Migrazioni, Università degli Studi di Bologna, anno accademico 2014-2015, di Lucia Dell’Aversana.

Intervista a una ’donna di vita’ del Carmine

Cosa vuoi sapere ’Nani’? Cosa ti devo dire? Io sono venuta qui a ventun’anni, quando sono uscita dal collegio. Perché mia mamma mi ha messo in collegio dai cinque anni fino ai ventuno, perché lei lavorava… E va bene che lavorava, per una volta all’anno sarebbe anche potuta venirmi a trovare! Almeno una volta all’anno! Io non sapevo neanche di avere una casa! Quando é venuta a prendermi a Cremona, ché mi avevano trasferito perché avevo picchiato una suora che mi aveva strappato un codino, mi ha preso i capelli, mi tirava e me li ha strappati fino a farmi uscire il sangue… io ero già grande e l’ho picchiata, così mi hanno trasferito in un collegio di Cremona. Poi sono venuta da mia mamma che abitava qui in via Capriolo e la aiutavo a cucire le calze per gli stabilimenti, poi sono andata da mia zia in via Calzaveglia perché mia mamma si è sposata e suo marito non mi voleva in casa. Le donne senza uccello non ci sanno stare! Loro hanno preso una casa nuova in via Volturno e io sono rimasta senza una casa, sola come un cane, allora sono andata da mia zia. C’erano il signor Giusti e la signora Maria che ogni sera mi portavano una scodella di minestra, qui c’erano persone brave che se avevi bisogno ti aiutavano, come la tua nonna… Poi a mia zia serviva la casa e allora ho conosciuto uno che mi ha dato una casa e sono andata in via Battaglie e ci sono stata per quarant’anni. Là tutti mi volevano bene, fino a quando mi hanno mandato via. Mi volevano cacciare da casa mia, una ha detto che mi ci volevano bruciare dentro! Il mio padrone di casa mi ha sbattuto fuori senza darmi neanche un soldo! Mi ha cacciato perché doveva ristrutturare, diceva che ero l’ultima rimasta e invece non era vero! Prima c’erano le case tutte rotte, poi con il Progetto Carmine le hanno messe a posto, alcune sono ancora rotte. Mi hanno detto di andare in via Milano, ma io non volevo! Avevo tutto qui, i clienti, conoscevo tutti, cosa andavo a fare in via Milano? Allora poi mi hanno aiutato anche gli abitanti che conoscevo qui, la tua nonna è andata in tante case a chiedere se mi davano un appartamento, però non mi volevano perché dicevano che poi io portavo le donne di vita là dentro … Alla fine il Comune mi ha dato questa casa, in vicolo Capriolo. Per ristrutturare tante persone sono state mandate a San Polo, gli hanno detto che andavano là intanto che sistemavano le case ma poi non gliele hanno più date! La gente non voleva andare via ma erano obbligati, qui non avevano più le case. Quindi hanno preso la prima casa che gli hanno offerto. Anche a me mi hanno sbattuto fuori, però io ho detto che non volevo andare via! Le persone volevano rimanere qui ma non potevano, le case facevano schifo, bisognava metterle a posto! Dovevano andare via per forza perché dovevano sistemare le case. [...] Prima al Carmine si viveva bene perché potevi girare di notte, potevi stare in piedi fino alle due, tre di notte, stavo là all’osteria a chiacchierare o sennò giocavamo a carte. Adesso quando sono le otto di sera io non esco più, perché si ha paura, ci sono gli extracomunitari. A me vogliono bene, ma io non li posso vedere, perché come mangiano qua, e rubano e spacciano, posso rubare a casa loro. Ci sono tutti spacciatori qui. Rispetto a come era prima è uno schifo, quando sono le sette di sera io mi chiudo dentro, ho messo anche i catenacci, io ho paura, non mi fido di loro. Ho anche dei clienti, che vengono qui per farmi cucire le cose eh! Io adesso sono vecchia, faccio la sarta!, che sono extracomunitari ma quando è un certo orario io non apro più a nessuno. C’è da avere paura ad essere una donna sola. A me non è mai successo niente però sono vecchia, se adesso mi danno uno schiaffo cado a terra, perché non sono matta. Se fossi matta prenderei una pistola e gli sparerei in testa. Prima eravamo tutti una famiglia. Era bello, adesso è uno schifo. Cosa ti devo raccontare ancora bambina? Che c’erano le puttane! Come me! Stavamo in strada fino alle due… Fino a mezzanotte stavamo al bar della Nina, al Chianti, intanto che aspettavamo qualcuno giocavamo a carte, poi quando arrivava qualcuno andavamo. Però lasciavamo la porta aperta e ci tenevamo una con l’altra, ci controllavamo, ci confidavamo, ci proteggevamo. Poi io non facevo solo la vita, ho sempre fatto la sarta, poi facevo qualche servizio per arrotondare. Avevo dei clienti fissi, ultimamente mi facevano anche la spesa… adesso sono troppo vecchia! Poi adesso c’è uno schifo, si parlano dietro l’una con l’altra. Prima c’era un altro sistema, era più tranquillo, più vivibile, era un’altra cosa, non c’era la cattiveria che c’è adesso. Stanno là a guardarsi ’quella ha fatto così’, ’quella è andata di là’… Prima c’era il Pappagallo, il Pappagallino… erano osterie, locali dove c’erano le ’donne di vita’, donne che si prostituivano, erano come delle case aperte, era una situazione più protetta. Adesso c’è da avere paura, quelle che stanno giù adesso la sera devono avere il cervello non a posto. C’è più delinquenza, magari per strapparti la borsetta ti sbattono in terra e ti fanno male. Adesso è cambiato il Carmine. Poi adesso hanno aperto i locali nuovi, la movida, io non ci vado e non conosco perché sono vecchia, però da una parte la gente è un po’ arrabbiata perché vanno avanti fino a tardi con il casino e la musica, dall’altra parte è stata una bella cosa perché ha richiamato le persone, i giovani, gli Italiani. Prima c’erano tutte le osterie qui, ogni tanto litigavano, anche per le donne, perché doveva andare prima uno con una, e invece era andato l’altro, litigavano anche a mezzanotte, li sentivi… litigavano per le donne. Poi c’erano i protettori, per erano buoni, erano tutti Italiani. Invece adesso se li guardi una volta di più ti chiedono subito cosa vuoi. Poi anche prima succedevano le cose… una volta i poliziotti sono andati a cercare uno che era un ladro, hanno suonato, poveri stupidi!, lui ha visto che erano loro ed è scappato per i tetti, l’hanno rincorso sparando sui tetti. Poi un’altra volta, nel 1996, hanno ammazzato uno al Chianti, stava giocando a carte, la sera, poi a un certo punto sono andati via tutti, è entrato uno di corsa e gli ha sparato dietro la testa, non se n’è accorto nessuno… era un pappone. Poi al Pappagallino hanno fatto scoppiare una bomba perché volevano ammazzare il proprietario che era un fondo di galera, però lui era al lago, è morto un ragazzino che abitava sopra e non c’entrava niente. Poi i figli di questo qui comunque sono cresciuti bene, a parte la figlia che è lesbica e si è sposata con il travestito qui, Armando, quello con la parrucca bionda! Qualche mese fa è uscito anche un articolo su BresciaOggi, c’è anche una foto della Domenica in vicolo Borgondio, lei ha sempre fatto la vita, aveva un figlio che è morto per droga, sua figlia invece non ha fatto la vita, per anche lei ha i suoi traffici… Ti racconto questa cosa, lei andava a fare le pulizie dalla Raffaella, un giorno che era là è andata nel letto con quel Tunisino del marito della Raffaella. E poi quella stupida, perché io sarò anche ignorante ma lei è stupida, la sera gli ha telefonato per chiedergli se gli era piaciuto! Ha risposto il figlio della Raffaella ed è venuto fuori tutto, non si sono più parlate! Poi quella là le faceva sempre i regali… Quando uno ti fa tanti regali non ti devi mai fidare! La Raffaella si era innamorata di quel Tunisino di merda, che spacciava e era un delinquente! Come tante si sono innamorate di uomini sbagliati, fondi di galera, che le tradivano, le trattavano male. Io no eh! Il mio uomo era bravo, sempre ubriaco come un porco! Io lo mantenevo facendo la vita… però non me lo offendere che mi arrabbio! ¨ il padre del me Ciano, mio figlio… forse l’ho viziato un po’ troppo, ma è un brav’uomo. A volte aveva sonno e io non lo svegliavo per andare a scuola, sono anche venuti i carabinieri a prenderlo! …Aveva ragione la Tiziana a dire che era un ubriacone… Per almeno il mio non toccava i bambini, che si guardi il suo di uomo che è un pedofilo! La Tiziana che è una delle più vecchie del Carmine, ha iniziato quando aveva vent’anni. Suo marito poi è stato arrestato per pedofilia, perché toccava i bambini. Adesso è venuto fuori e lo mantiene ancora lei facendo la vita. Tutte le donne di vita stavano qui al Carmine perché affittavano le case, tutti qua le affittavano… fuori facevi fatica a trovare le stanze, invece qui basta che gli facevi vedere un po’ di soldi e te le affittavano, dappertutto.

Lucia Dell’Aversana

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