mosteiro-dos-jeronimos-211219_960_720

Voci della critica. Sostiene Pereira. Parte 3.

Premessa
Il presente lavoro si pone l’obiettivo di raccogliere, presentare e analizzare le principali voci della critica italiana e straniera a Sostiene Pereira (Antonio Tabucchi, Feltrinelli), dal momento della pubblicazione fino ai tempi più recenti. Si è infatti cercato di coprire l’intero arco temporale 1994-2016. La ricerca dei saggi è stata compiuta su vari supporti informatici (banche dati, riviste online, etc…), presso la biblioteca d’italianistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’archivio periodici della biblioteca Sormani di Milano, la Bodleain Library dell’University of Oxford e la biblioteca della University College London, queste ultime due visitate tra ottobre e gennaio durante un progetto Erasmus svolto presso la Solent Southampton University (UK). L’elaborato è diviso in due parti, una di analisi dell’opera e l’altra di approfondimento di una selezione dei materiali della critica. In chiusura si trova un’appendice contenente un articolo sulla città di Lisbona pubblicato sul quotidiano online «Lettera 43» in occasione dei quattro anni dalla morte di Tabucchi.

3. Fernando Carmona Fernández, El extranjero de Albert Camus en Sostiene Pereira de Antonio Tabucchi, «Anales de Filologia Francesa» 11 (2002-2003), pp. 161-174
3.1 Sostiene Pereira e Lo straniero: le affinità nel contenuto
Partendo da quanto scritto da Antonio Tabucchi nella nota a margine di Sostiene Pereira pubblicata per la prima volta su «Il Gazzettino» nel settembre 1994, si è già visto nel capitolo primo della prima parte come numerosi critici abbiano assimilato la genesi del protagonista Pereira ai personaggi in cerca d’autore dell’opera di Luigi Pirandello. L’influenza del siciliano, o comunque un tentativo dell’artista toscano di omaggiare l’autore meridionale, è stata inoltre evidenziata attraverso la teoria della confederazione delle anime, conosciuta anche da Pirandello. Nel suo saggio, invece, Fernando Carmona Fernández prende come modello letterario di Tabucchi il francese Albert Camus e, in relazione a Sostiene Pereira, il romanzo Lo straniero, molto simile per numerosi fattori(1). «La lectura de Sostiene Pereira de Antonio Tabucchi parece evocar y arrastramos hacia el Extranjero de Albert Camus. Una serie de analogían saltan a la vista desde el primer momento» (p. 161), si legge. Il critico, innanzitutto, cita brevemente tutte queste similitudini per poi approfondirle in un secondo momento. Tra le principali si trovano la brevità del romanzo, i tanti capitoli molto corti, la trasformazione della personalità dei protagonisti, la struttura narrativa a metà tra prima e terza persona, l’ambientazione negli anni Trenta e numerosi temi come la solitudine, la morte, l’impegno sociale e quello politico e la libertà. «Nos lleva a una narrativa del siglo pasado catalogada como existencialista» (p. 161): se Camus è considerato infatti uno dei maggiori esponenti dell’esistenzialismo, lo stesso non si può dire di Tabucchi, a metà tra realismo e postmodernismo, ma lo stesso scrittore ha ammesso di pensare a Sostiene Pereira come a un romanzo esistenziale. L’isolamento dei due protagonisti – Pereira da una parte, Meursault dall’altra – è senza dubbio uno dei legami più forti tra i due testi:

Pereira, como Meursault […], es un personaje solitario que nos cuenta, en un relato en primera persona, algo que les ha acaecido y cambiado su vida. Forma parte de esta familia de personajes solitarios y que resultan socialmente extraňos. Vive solo, se ha quedado viudo y no tiene descendencia. Profesionalmente, no está integrado con otros miembros como periodista. Se ocupa de la sección cultural, y ocupa un pequeňo apartamento del periodico alejado de la oficina principal. Las relaciones profesionales son casi exclusivamente, come Meursault, con su jefe. Meursault habitualmente come en el restaurante de Celeste y Pereira en el Café Orquidea. Ambos personajes se mueven socialmente antes que en se lugar de trabajo en el marco público de la cafetería o el restaurante. Espacios que permiten aparentemente romper la soledad. (p. 163-164)

Incertezza, solitudine, estraniamento: specialmente all’inizio, i due romanzi si assomigliano molto per il ripetersi di questi temi, con Pereira che si consola parlando al ritratto della moglie morte e Meursault che, nell’incipit della storia, dice: «Oggi è morta mamma. O forse ieri, non so. Ho ricevuto un telegramma dall’ospizio: “Madre deceduta. Funerali domani. Distinti saluti”. Non significa niente. Forse è stato ieri»(2). Se Sostiene Pereira si apre con un commento meteorologico – «Sostiene Pereira di averlo conosciuto in un giorno d’estate. Una magnifica giornata d’estate, soleggiata e ventilata, e Lisbona sfavillava» (SP, p. 7) – anche Lo straniero presenta numerosi riferimenti al clima. Algeri è, come la capitale portoghese, una città di mare in cui i personaggi amano contemplare silenziosamente i traghetti che entrano ed escono dal porto. La scena ambientata sulla spiaggia, con la sabbia sempre più calda e sotto un sole cocente, è poi quella decisiva per il destino di Meursault, che spara con una pistola a un arabo e lo colpisce altre quattro volte quando ormai è già morto. L’afa opprime Pereira – si è visto nel capitolo secondo della seconda parte il vero ruolo del sudore nel testo – e agisce allo stesso modo sul personaggio di Camus, che dopo aver premuto il grilletto rivela: «Mi sono scrollato di dosso il sudore e il sole»(3). Meursault, per giunta, è un nome “parlante”: secondo Carmona Fernández rappresenta infatti un composto tra “mer” (mare, in francese) e “soleil” (sole). È curioso il fatto che anche Pereira lo sia, come specificato da Tabucchi nella nota a margine, nella sua accezione di cognome di origine ebraica: «Con questo volli rendere omaggio a un popolo che ha lasciato una grande traccia nella civiltà portoghese e che ha subito le grandi ingiustizie della Storia»(4). La carrellata di analogie contenutistiche continua poi con un momento oltremodo sottovalutato nei due testi, vale a dire quello dell’immersione. Pereira, mentre si reca alla clinica di Parede dove incontrerà il dottor Cardoso decisivo per la sua trasformazione, decide di fermarsi per un bagno nella «bella spiaggia arcuata» (SP, p. 105) di Santo Amaro:

Il treno si fermò e Pereira pensò di scendere e di andare a fare un bagno, tanto poteva prendere il treno successivo. Fu più forte di lui. […] Vide subito il bagnino, un giovanottone abbronzato che sorvegliava i bagnanti stando disteso su una sdraio. Pereira gli si avvicinò e disse che voleva affittare un costume da bagno e uno spogliatoio. […] Entrò nell’acqua con calma, piano piano, lasciando che il fresco lo abbracciasse lentamente. Poi, quando l’acqua gli arrivò all’ombelico, si tuffò e si mise a nuotare un crawl lento e misurato. Nuotò a lungo, fino alle boe. Quando abbracciò la boa di salvataggio sentì che aveva il fiatone e che il suo cuore batteva all’impazzata. Sono matto, pensò, non nuoto da una vita e mi butto in acqua così, come uno sportivo. Si riposò attaccato alla boa, poi si mise a fare il morticino. (SP, pp. 105-106)

Questo bagno, unito alle immersioni nelle vasche piene di alghe della clinica talassoterapica di Parede, rappresenta iconicamente la nascita di un “nuovo” Pereira, che, come Dante Alighieri nel fiume Lete (Purgatorio, XXXI), inizia a liberarsi del passato per affermare la propria identità. Anche Meursault, poco prima di compiere il suo assassinio, nuota allegramente:

La sabbia cominciava a scottare sotto i piedi. Ho frenato ancora un po’ la mia voglia d’acqua, ma poi ho finito per dire a Masson: “Ci buttiamo?” Mi sono tuffato. Lui è entrato in acqua a poco a poco, e si è lanciato solo quando non toccava più. Nuotava a rana e piuttosto male, tanto che l’ho lasciato per raggiungere Marie. L’acqua era fredda ed ero contento di nuotare. Con Marie ci siamo allontanati e ci sentivamo in armonia sia nei gesti sia nella contentezza. Una volta al largo abbiamo fatto il morto, e sulla mia faccia rivolta verso il cielo il sole asciugava gli ultimi veli d’acqua che mi colavano in bocca(5).

«Non è colpa mia»(6), ripete Meursault quasi a volersi giustificare nella maniera più infantile possibile, e questo tema ritorna anche in Sostiene Pereira con il senso di colpa che il giornalista prova senza tuttavia saperne il perché. Sente necessita di pentirsi, ma non riesce a dire per cosa. L’alienazione evidente conduce entrambi i personaggi all’affermazione di una personalità che, seppur bizzarra, converte i due antieroi in eroi. La ribellione di Pereira è nota:

Pereira llevará a cabo un acto heroico pero seguirá siendo un inocente. […] Es el ritorno necesario a la humanitad pura e inocente. Pereira no se convierte en un activista político contra el fascismo salazarista. Simplemente, risponde al impulso de su corazón. (p. 168)

La condanna a morte di Meursault, invece, esalta la vita nella sua immediatezza: «En l’Étranger, por su parte, la condena de Meursault, además de ser un extraordinario alegato contra la pena de muerte, lleva consigo la afirmación de la vita en su immediatez». (p. 170)

3.2 Sostiene Pereira e Lo straniero: le affinità nello stile
Dopo i numerosi elementi che Sostiene Pereira di Tabucchi e Lo straniero di Camus presentano in comune dal punto di vista dei contenuti, Fernández indaga anche l’aspetto stilistico dei due romanzi. Il primo è narrato in terza persona da una figura che – come si è già visto nel capitolo terzo della prima parte – è però in realtà un’entità assente, la quale riporta fedelmente al presente quanto Pereira, il protagonista, gli ha raccontato riguardo il suo passato. L’incertezza che ne deriva dà vita a una storia credibile, in cui la ripetizione della formula «sostiene Pereira» gioca un ruolo chiave per avvicinare il lettore a quanto accade – ma in realtà è già accaduto – per le vie di Lisbona. Il secondo, invece, è narrato in prima persona da un personaggio, Meursault, che a dir la verità è estraneo anche a se stesso. Da qui proviene il titolo dell’opera, Lo straniero, e in questo tra i due testi c’è un legame molto più saldo di quanto possa sembrare. «El yo equivale a un él» (p. 171): l’io che si mescola con l’egli fino a creare quasi una dimensione a se stante è dunque la base sulla quale poggiano le strutture narrative dei due romanzi. Fernández scrive:

En las narraciones de Camus y de Tabucchi, encontramos la utilización de recursos para obtener un mismo efecto narrativo: la lectura de un relato en primera persona que parece escrito en tercera. Se ha seňalado «el yo equivale a un él». Es lo que permite mantener el sentimiento de extraňeza que envuelve totalmente la narración de Camus. Meursault es un extraňo para la sociedad, para sí mismo y para el lector. El título de la narración no puede ser más representativo. Camus compone un relato en primera persona para escamotearnos paradójicamente la subjetividad de su personaje. Nos econtramos, pues, con un relato objetivo escrito en primera persona. (p. 171)

E, se questa tecnica in cui «el personaje habla se sí mismo observándose desde fuera como si se tratase de otro» (p. 172) ha rappresentato parte del successo editoriale riscosso da Lo straniero, su Sostiene Pereira l’autore del saggio aggiunge:

El relato de A. Tabucchi lleva como subtítulo «Una testimonianza». Hay una misma voluntad de estilo en Camus y Tabucchi y una similar utilizaciòn de recursos para originar el distanciamiento en un relato puesto en primera persona. Pereira cuenta lo que le ha sucedido pero por medio del autor-narrador que continuamente nos dice, repite y recuerda con la expression de «sostiene Pereira» que transmite lo que le cuenta su personaje. Tabucchi nos ofrece en tercera persona un relato hecho en primera. El risultato final es un efecto semejante al producido por el de Camus: convertir el yo en un él. (p. 173)

Queste numerose analogie, sia nella trama sia nello stile, hanno dunque portato Fernando Carmona Fernández a individuare in Sostiene Pereira un omaggio di Antonio Tabucchi ad Albert Camus e, più in generale, alla letteratura francese a cavallo delle due guerre mondiali. Non a caso, infatti, l’opera è ambientata nel 1938. Un’ultima coincidenza: Marcello Mastroianni ha recitato in entrambe le rappresentazioni cinematografiche dei due romanzi (1967 e 1995).

Francesco Caligaris

Analisi dell’opera: Parte 1. Parte 2. Parte3. Parte 4. Parte 5.

Voci della critica: Parte 1. Parte 2.

(1) Lo straniero di Albert Camus fu pubblicato nel 1942 con il titolo originale L’Étranger.

(2) A. CAMUS, Lo straniero, trad. it. di S. C. Perroni, Bompiani, Milano 2016, p. 19.

(3) CAMUS, Lo straniero, p. 85.

(4) TABUCCHI, Nota, «Il Gazzettino», settembre 1994.

(5) CAMUS, Lo straniero, p. 75.

(6) CAMUS, Lo straniero, p. 19.