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Voci della critica. Sostiene Pereira. Parte 5.

Premessa
Il presente lavoro si pone l’obiettivo di raccogliere, presentare e analizzare le principali voci della critica italiana e straniera a Sostiene Pereira (Antonio Tabucchi, Feltrinelli), dal momento della pubblicazione fino ai tempi più recenti. Si è infatti cercato di coprire l’intero arco temporale 1994-2016. La ricerca dei saggi è stata compiuta su vari supporti informatici (banche dati, riviste online, etc…), presso la biblioteca d’italianistica dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, l’archivio periodici della biblioteca Sormani di Milano, la Bodleain Library dell’University of Oxford e la biblioteca della University College London, queste ultime due visitate tra ottobre e gennaio durante un progetto Erasmus svolto presso la Solent Southampton University (UK). L’elaborato è diviso in due parti, una di analisi dell’opera e l’altra di approfondimento di una selezione dei materiali della critica. In chiusura si trova un’appendice contenente un articolo sulla città di Lisbona pubblicato sul quotidiano online «Lettera 43» in occasione dei quattro anni dalla morte di Tabucchi.

5. JoAnn Cannon, Etichs and Literature in Sostiene Pereira: Una Testimonianza, in J. Cannon, The Novel as Investigation: Leonardo Sciascia, Dacia Maraini, and Antonio Tabucchi, University of Toronto Press, Toronto 2006, pp. 73-86
5.1 Critica etica ed estetica
Curiosamente e quasi a voler andare controcorrente rispetto alla maggior parte dei critici, JoAnn Cannon inizia il proprio saggio definendo Sostiene Pereira «historical novel» (p. 73). Poco dopo, tuttavia, aggiunge: «Tabucchi delves into Portugal’s fascist past not only to shed light on that episode in history but also to comment on the present day» (p. 73). La tematica dell’impegno morale, punto chiave dell’intera analisi e presente fin dal titolo, è dunque già contestualizzata. La tesi indagata concerne infatti il rapporto tra etica e letteratura e viene sviluppata attraverso una serie di domande:

This chapter will examine how Tabucchi’s novel addresses a series of questions regarding literature and its relation to ethics. How does society assess the value of a literary work? What is the connection between reading and the lives of readers? Can the pen be used as a weapon in the struggle against injustice? As it addresses these questions, Sostiene Pereira argues for the importance of an ethically engaged literature. (p. 73)

Prima degli incontri decisivi per la sua trasformazione, approfonditi nel capitolo quarto della prima parte, Pereira si trova spesso in imbarazzo nonostante
la sua professione, quella del giornalista, lasci invece presagire una coscienza ben formata a livello di tematiche sociali, molto delicate nel Portogallo del regime salazarista. Eppure il protagonista, parlando con Padre António, riceve un diretto «ma in che mondo vivi, tu che lavori in un giornale?» (SP, p. 15). Lo stesso accade con Manuel, cameriere del Café Orquidea: «Se non lo sa lei, dottor Pereira, che sta nel giornalismo» (SP, p. 79). Incontrata su un treno, la signora Delgado, un’ebrea in fuga verso gli Stati Uniti d’America, addirittura invita Pereira ad aiutare la comunità dall’alto della sua posizione: «Lei è un intellettuale, dica quello che sta succedendo in Europa, esprima il suo libero pensiero, insomma faccia qualcosa» (SP, p. 72). Pereira, la cui illusione di libertà di stampa si traduce invece in un’autocensura costante, svolge al meglio il dovere sociale della sua professione solo dopo la morte di Monteiro Rossi:

Pereira is a monumentally uninformed journalist who gradually becomes aware of the extent of the fascist regime’s crimes. This dawning awareness parallels a growing recognition of his responsibility as a journalist to expose those crimes. (p. 74)

Proprio il rapporto con il giovane, come si è già visto, è fondamentale per la sua definitiva presa di coscienza. Tra l’anziano giornalista e l’aspirante tale, infatti, vige un latente conflitto di fondo che si manifesta più volte in occasione dei necrologi anticipati o degli elogi funebri proposti da Monteiro Rossi. Il fatto è curioso, perché i due sembrano avere quasi le stesse passioni a livello letterario – che, in maniera autobiografica, coincidono con i “veri” maestri di Antonio Tabucchi – ma si scontrano al momento di doverne commentare e giudicare le opere. Pereira è infatti fedele a un’interpretazione estetica, “bello o brutto”, mentre Monteiro Rossi – forse oltremodo spinto dalla fidanzata Marta – ne propone una etica, “giusto o sbagliato”. Per questo Filippo Tommaso Marinetti è un «losco personaggio, un guerrafondaio» (SP, p. 51), Gabriele D’Annunzio un «interventista nella grande guerra, convinto nemico della pace tra i popoli» (SP, p. 96), Vladimir Majakovskji un «grande propagandista della Russia rivoluzionaria» (SP, p. 149) e Federico García Lorca un martire eliminato dai suoi avversari politici. JoAnn Cannon definisce il punto di vista di Monteiro Rossi attraverso le parole «ethical criticism», spiegando che così facendo gli scrittori possono rendersi responsabili degli effetti che le loro opere provocano sulla società:

In their unpublishable obituaries Monteiro Rossi and his friend Marta are practicing a form of ‘ethical criticism’. Whether praising a literary work for its ‘ethos’ or attacking it, the ethical critic draws a ‘vital connection between literary experience and the lives of readers. […] This frank and candid appraisal, in which writers are held responsible for the effect their work may have on society, is one form of ethical criticism explored in novel. (pp. 75-77)

5.2 Il messaggio di Sostiene Pereira
Nel corso dell’evoluzione di Pereira, comunque, non c’è spazio esclusivamente per l’estetica. Si parla anche di etica, per esempio, in relazione alla traduzione del racconto Journal d’un curé de campagne di Georges Bernanos, “bocciato” dal direttore del «Lisboa» in favore di opere provenienti dalla cultura portoghese:

Se non poteva pubblicarlo sul “Lisboa” pazienza, pensò, magari poteva pubblicarlo in volume, almeno i portoghesi avrebbero avuto un buon libro da leggere, un libro serio, etico, che trattava di problemi fondamentali, un libro che avrebbe fatto bene alla coscienza dei lettori, pensò Pereira. (SP, p. 175)

In quegli anni Bernanos, scrittore cattolico francese tra i più apprezzati da Pereira, si rende infatti protagonista di una denuncia al Vaticano per i crimini compiuti nel nome di Dio dai franchisti durante la Guerra civile spagnola. Scoperta solo attraverso le conversazioni al Café Orquidea con il cameriere Manuel, è questa l’ennesima goccia che fa traboccare il vaso della titubanza del giornalista e che risponde dunque in maniera affermativa a tutte le domande poste all’inizio del saggio di JoAnn Cannon: la scrittura – ma anche la lettura e l’ascolto – rivestono sì un importantissimo ruolo nella formazione dell’opinione pubblica2. Il rebus si risolve agevolmente sostituendo a un fine politico – invocato dall’attivista Monteiro Rossi – uno religioso, trait d’union del rapporto tra Pereira i suoi modelli letterari. Allo stesso modo è infatti un discorso etico a tenere in piedi la forza dei messaggi:

For Pereira, Bernanos’s courageous ‘prise de position’, based on a Judeo-Christian ethical/religious foundation, is more persuasive than an action based on a political ideology. Pereira’s ultimate courageous act, the publication in Lisboa of an eyewitness account of Rossi’s assassination by fascist henchmen, will be built upon the same ethical foundation that subtends Bernanos’s denunciation of fascism. (p. 79)

Il tema della testimonianza, già profondamente analizzato nel capitolo terzo della prima parte, sottolinea infine il messaggio lanciato da Antonio Tabucchi attraverso le pagine di Sostiene Pereira: un appello alla comunità che ribadisce il ruolo etico della letteratura. «His courageous decision to publish his indictment of the fascist regime brings us back to the subtitle of the novel, Una testimonianza, and to the importance of using writing to bear witness» (p. 84), scrive JoAnn Cannon, che conclude poi così:

Tabucchi uses his novel to work through the nature of the relationship between writing and society in a particular historical context and to uphold the idea of the power of the pen. (p. 86)

Francesco Caligaris

Analisi dell’opera: Parte 1. Parte 2. Parte 3. Parte 4. Parte 5.

Voci della critica: Parte 1. Parte 2. Parte 3. Parte 4.